November 22, 2025 by giovapanasiti
Perché il self check-in non basta e come Alloggiati.pro aiuta i gestori
Il self check-in è nato per semplificare. Una porta che si apre con un codice, un documento caricato su una piattaforma, nessun incontro tra chi ospita e chi arriva. La tecnologia promette velocità. Ma la velocità non è sempre un valore. Soprattutto quando attraversa uno spazio che riguarda la sicurezza pubblica.
L’idea che un ospite possa entrare in un appartamento senza alcun riscontro visivo porta con sé un rischio evidente. La tecnologia può verificare un documento. Può confrontare una foto. Può anche analizzare un video. L’Intelligenza artificiale migliora ogni giorno e con essa migliora ogni giorno la capacità e la possibilità di usare la tecnologia per fini illeciti. Guardiamo ad esempio questo selfie generato dalla Intelligenza Artificiale inventando di sana pianta la persona e il suo documento:

Nessun algoritmo, per quanto raffinato, sostituisce del tutto lo sguardo umano nel momento in cui si deve accertare l’identità di una persona che entra in uno spazio privato nel cuore di una città.
Il Consiglio di Stato lo ha ricordato con chiarezza ribaltando la sentenza del Tar del Lazio. L’identificazione non è un orpello burocratico. È un passaggio che tutela tutti: chi dà in gestione un immobile, gli altri ospiti di un condominio, e la collettività che vive fuori da quella porta. Il controllo di persona, anche tramite videochiamata se fatto in tempo reale, non è una nostalgia analogica bensì una condizione minima per garantire che il nome sul documento corrisponda al volto che entra in casa.
Le altre piattaforme digitali hanno spinto molto il self check-in. Lo considerano una funzione moderna, un tassello dell’ospitalità senza attriti. Ma non tutto ciò che riduce l’attrito aumenta la qualità di un sistema. L’ospitalità non è soltanto un processo. È un contratto tra persone, anche quando passa attraverso un’applicazione. Per questo motivo, noi di alloggiati.pro abbiamo deciso di non supportare questa pratica ma fornire gli strumenti necessari per trovare un alternativa altrettanto comoda e veloce come ad esempio la video chiamata all’interno della nostra applicazione.
L’espansione delle locazioni brevi ha prodotto luoghi vivi, dinamici, aperti al mondo. Ha anche creato conflitti, zone d’ombra, spazi in cui la responsabilità si è diluita. La tecnologia non deve alimentare questa diluizione. Deve semmai riportare chiarezza. Se una struttura può riconoscere un ospite in video, nel momento stesso in cui l’ospite varca la soglia, la tecnologia diventa alleata della sicurezza. Se invece sostituisce il riconoscimento con un automatismo che non offre controlli reali, allora diventa una fuga dalle regole.
L’Intelligenza artificiale può supportare chi gestisce, può ridurre errori, può verificare la coerenza dei dati. Ma resta uno strumento. Non può prendersi il carico etico e civile del riconoscimento di una persona. Quel compito appartiene ancora a noi, a chi ospita.
Il progresso vero non cancella le responsabilità. Le rende più nitide. L’identificazione de visu attraverso una presenza fisica o una videochiamata è parte di queste responsabilità. Non è un freno allo sviluppo. È il suo fondamento. È la condizione che permette all’innovazione di crescere senza perdere di vista ciò che tiene insieme una comunità: la fiducia, la trasparenza, il rispetto delle regole comuni.